La Chiesa di San del Giovanni Battista subì danni molto vistosi a causa del terremoto del 1905. Ancora una volta crollò una parte del campanile.
Nella facciata erano in corso dei lavori per una nuova prospettiva, affidati per la somma di 7.600 lire al prof. Carmelo Zimatore di Pizzo, che avevano portato già alla costruzione sulla sommità del muro di tre piramidi con le croci di ferro. Furono tutte mozzate a metà mentre la parete esterna fu lesionata.
Alla base del campanile era stata costruita una loggia in cemento che crollò. Il campanile stesso risultò letteralmente spaccato e con molte crepe in tutte le sue parti al punto che se ne paventava la caduta. Allora fu demolito.
All’interno, muri laterali e i quattro archi maggiori, dove poggia la cupola, furono spaccati, così come gli archi delle cappelle del SS. Sacramento e del Rosario. Anche in queste cappelle furono danneggiati i muri laterali, così come quello dietro il coro. Nella sacrestia risultò danneggiato il muro divisorio dalla chiesa e il tetto con un parziale crollo del soffitto.
La cupola presentò uno squarcio molto ampio sul lato destro dalla parte del campanile. Anche il cupolino presentò dei danni.
“Che dolore nell'animo mio vedere si orrendo disastro”, scrisse don Francesco Pontieri. Ovviamente, con il terremoto, i maestri muratori e il prof. Zimatore, a Nocera per i lavori, se ne tornarono a Pizzo presso le rispettive famiglie.
L’arciprete don Francesco Pontieri, che non si dava mai per vinto, costituì immediatamente una Commissione per il Culto di S. Giovanni dove erano presenti cittadini di tutti gli strati sociali e con il loro aiuto programmò molti interventi di restauro. Passarono solo due anni, poi, nel 1907, come vedremo, fu fatta decorare la facciata da Zimatore e di seguito furono ricostruite le parti cadute del campanile e rinforzate quelle danneggiate. Inoltre, fu ristrutturato il pavimento della chiesa.
Per riparare i danni causati dal terremoto alla Chiesa di San Giovanni Giovanni Battista don Francesco Pontieri chiese un preventivo all'ingegnere Giovanni Pinna di Nicastro. Il preventivo arrivò il 22 ottobre 1905. Scritto a mano con calligrafia autografa, constò di sette pagine. La somma necessaria fu calcolata in 8.000 lire. Queste alcune parti dei sette fogli dell’ingegnere Pinna.

Fonte: Nocera Terinese Storia e Storie Vol. 3 di Adriano Macchione, Ma.Per. Editrice, Nocera Terinese 2013


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