A Nocera un appuntamento importante, più che una festa, era una fiera. Si tratta di quella famosa che si teneva, ogni anno, nei pressi e nel greto del fiume Grande, nelle adiacenze del Piano di Tirena, e che verteva sul commercio di bestiame.
Probabilmente si protraeva da secoli, forse dal 1600 (se non da prima), in quanto nei “Cabrei” del 1624 e del 1656 è citata la “Piazza delli bovi” in contrada “Cona”, così detta appunto per il mercato di bestiame che si teneva presso quel luogo.
Venditori e acquirenti erano presenti in gran numero. Le bestie erano visionate con occhi attenti, in ogni parte anatomica e anche in bocca per osservare lo stato dei denti. Si ricorda che qualche acquirente particolarmente diffidente, giungeva addirittura a sparare vicino ai poveri animali un razzo di quelli usati durante la Festa di San Giovanni in segno di gioia, il cosiddetto “furgulu”, ossia un mortaretto. Davanti al botto, se l’animale dava segni di irrequietezza, era tutt’altro che... rimbabito, quindi ancora buono per essere comprato. Non mancava, infatti, O qualche truffa. Un mulo, per esempio, poteva essere strigliato a dovere e ritrovarsi anche con i peli dipinti del giusto colore al fine di dargli una... seconda giovinezza. Conclusa una trattativa, tutto si suggellava con varie strette di mano, almeno tre. Poi, i due affaristi, buttavano la coppola a terra con molta violenza e la calpestavano più volte con altrettanta forza. Era una sorta di patto d’onore.
Durante la fiera, qualche gruppetto di ragazzini, portava un capiente barile d’acqua riempito alla “Fontana della Testa” e, visto il caldo, vendeva il prezioso liquido in bicchieri.

La fiera del fiume Grande
Foto Arco
Le informazioni storiche sono tratte da "NOCERA TERINESE Storia e Storie" di Adriano Macchione (ed. Ma.Per.)
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