A Nocera un primo passo importante verso nuove dimensioni sociali si effettuò proprio nel 1946. Fu istituita la Scuola Media per interessamento del prof. Ernesto Pontieri. Fu la prima di tutto il circondario e per trovarne altre bisognava volgere l'occhio a Nicastro, Sambiase o Amantea. Per questo motivo, con il passare del tempo, la Scuola Media di Nocera accolse anche alunni di Martirano, San Mango e Falerna, fino a quando anche questi paesi non si dotarono dello stesso tipo di istituto.
Gli studenti di San Mango giungevano a piedi, percorrendo ogni giorno, tra andata e ritorno, solo cinque o sei chilometri, grazie alla scorciatoia che passava dalla "Vucca da fresta" e attraverso " 'u Diestru" arrivava a Nocera.
Primo preside fu Vittorio Mendicino, già sindaco. Questi, oltre a essere il capo dell’istituto, insegnava anche le materie letterarie, che al tempo comprendevano Italiano, Latino, Storia e Geografia.
Persona di viva intelligenza, applicava a scuola i metodi disciplinari del tempo.
Sulla cattedra era sempre in bella mostra una bacchetta di legno molto spessa.
Veniva usata con scarsa parsimonia, per gli studenti poco attenti durante le lezioni e per quelli che a casa non avevano fatto i compiti o li avevano fatti male. Inoltre, per coloro che cadevano in qualche cattivo comportamento. L'alunno era invitato ad aprire il palmo della mano, in latino, “si parabis manum ego dabo tibi bacchettatam”, poi arrivava la bacchettata, quasi sempre molto violenta. Il minimo era due, il massimo dieci, a seconda della gravità del comportamento. Le mani, sempre, si arrossavano e si gonfiavano lievemente a seconda della temperatura ambiente. Lo studente, dopo la punizione, le ricomponeva come quando si prega, se le infilava tra le cosce e tornava al posto a volte quasi saltellando per lenire il dolore. Poi, al banco, ci soffiava sopra.
Le Scuole Elementari erano ospitate presso i locali posti sopra il Carcere, in quello che era stato il Convento dei Minori Conventuali, nel Rione San Francesco.

Fu chiuso, invece, il “Professionale Agrario” ubicato nel Convento dei Cappuccini, inaugurato nel 1935.
La colpa della chiusura fu palleggiata tra gli esponenti di Sinistra e di Centro – Destra che si accusarono a vicenda.
A Sinistra diedero la colpa a un illustre professore di Nocera, di stampo monarchico, tanto illustre e celebrato che non ne riportiamo neppure il nome per non oscurarne la memoria con questi ricordi che non hanno nulla di provato.
Si disse che il professore, di famiglia monarchica, avesse cercato più volte di dissuadere il prof. Cina dai suoi propositi di diffusore di messaggi di Sinistra e dalla sua occupazione di agitatore della piazza. Cosa che suona ben strana, solo se si pensa che l’illustre professore esercitava ad alti livelli ben lontano da Nocera.
Dal Centro - Destra addebitarono la colpa al suddetto prof. Cina che, volendo chiedere contributi e attrezzature didattiche, cadde nell’errore di descrivere la Scuola, agli organi superiori, in uno stato di massima decadenza strutturale e organizzativa, tanto da farla sembrare addirittura irrecuperabile.

Tratto da "NOCERA TERINESE Storia e Storie" Vol. 3 - Dal Dopoguerra del 1915 -18 agli Anni “40 di Adriano Macchione (ed. Ma.Per.)

 

 

 


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