Domenica 22 novembre è stato ordinato diacono Francesco Benvenuto. Nato a Soveria Mannelli il 19 aprile 1995, Francesco Benvenuto è entrato nel seminario minore di Catanzaro all'età di 13 anni, intraprendendo gli studi teologici presso il pontificio seminario regionale “S. Pio X”. Per volere di monsignor Luigi Cantafora, vescovo emerito della diocesi lametina, ha completato e perfezionato gli studi a Napoli presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, come alunno del Seminario Arcivescovile di Napoli “Cardinale Alessio Ascalesi”. Fa parte della comunità parrocchiale “Natività della Beata Vergine Maria” di Bella.
“Se penso al dono della vocazione – scrive Francesco Benvenuto - non posso fare a meno di andare con la mente al tempo della mia infanzia, poiché già in tenera età il mio cuore è stato toccato dalla Parola del Signore, che invita a fare della propria esistenza un dono d'amore. Ho avuto la grazia di trovare sul mio cammino persone, quali i miei genitori e il mio parroco don Aldo Figliuzzi, che, con l'esempio della loro vita ricca di fede e carità, mi hanno aiutato ad alimentare quell'amore per il Signore, che anzi è diventato più forte, maturo e consapevole, soprattutto, nel tempo di grazia vissuto nel Seminario Minore. Qui ho trovato il luogo più idoneo alla mia crescita umana e spirituale nonché un tempo di discernimento vocazionale operato in un contatto continuo e sereno con i miei educatori che così mi hanno accompagnato nella vita di grazia e di formazione alla scuola della Parola di Dio. A Napoli sto facendo una bellissima esperienza sia in campo accademico ma soprattutto in campo spirituale e umano. Ho avuto modo di conoscere tante nuove realtà e soprattutto di fare diverse esperienze caritatevoli, dal servizio in carcere, alle visite serali ai senza fissa dimora”.

Ordinazione Diaconale di Francesco Benvenuto“Carissimo Francesco vivi la diaconia come carita', come servizio delle opere di misericordia”. Questo l'invito che il vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, monsignor Giuseppe Schillaci, ha rivolto, nel corso dell'omelia, al diacono don Francesco Benvenuto durante la concelebrazione eucaristica officiata per la sua ordinazione avvenuta in cattedrale domenica scorsa, nel rispetto delle disposizioni anticovid.
“Offri il Pane dell'Eucarestia – ha aggiunto rivolgendosi a don Francesco - , ma dai il pane della carita' e per questo lasciati sempre piu' meravigliare da questo amore per avere sempre piu' comprensione e misericordia. Se ci occupiamo troppo di noi stessi, non ci resta piu' tempo per gli altri. In questa solennita' di Gesu' Cristo Re dell'Universo abbiamo la gioia di un nuovo diacono ed e' una gioia che continua da ieri quando abbiamo avuto un nuovo presbitero. Le nostre buone intenzioni – ha detto ancora Schillaci - , i nostri progetti devono prendere corpo come esige il Vangelo ed il brano del Vangelo che abbiamo appena ascoltato penso debba costituire per ciascuno di noi un punto fermo. La pagina di Cristologia che abbiamo ascoltato la dobbiamo sempre contemplare: Cristo non incentra su se stesso la propria esistenza”.
Non un semplice invito alla carita', quindi, ma una pagina di Cristologia: “Gesu' si identifica con i poveri”
Per il Vescovo, infatti, “la santita' non si puo' capire ne' vivere prescindendo dalle sue esigenze: la misericordia e' il cuore pulsante del Vangelo. Papa Francesco ci indica due testi del Vangelo di Matteo che ci aiutano a vivere la vita cristiana nella sua misura alta che e' la Santita' e sono le Beatitudini ed il Giudizio universale. Vivi il tuo ministero diaconale con cui ti avvicini sempre piu' all'altare – ha concluso Schillaci, rivolgendosi a don Francesco - . Che diaconia e' una diaconia che non si occupa della mensa corporale? Sarebbe come il grande desidero di amare Dio senza amare concretamente gli uomini. Allora non dobbiamo dimenticare questa pagina di Cristologia che dovrebbe farci impazzire d'amore verso Cristo e verso i poveri. E' Cristo a stabilire questa identificazione. Unico nemico ad essere annientato sara' la morte. In questi anni ti sei preparato a questo momento. Le promesse che farai e con cui ti impegnerai davanti a Dio traducono totalmente il tuo dono ed il popolo riconosce questa capacita' di dono di se”.
Infine la sollecitazione ad “essere in questo orizzonte sempre piu' libero e disponibile a vivere il Vangelo del servizio e della pace”.


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