Lunedì, 01 Maggio 2017 18:12

2011: addio alla “Proletaria”

Nel prosieguo della sua storia, per la cooperativa "La Proletaria" ci fu sempre da lottare. Negli anni immediatamente successivi, infatti, sul piano legale seguì una serie infinita di vertenze tra la proprietà dei terreni che voleva riprenderseli e la cooperativa che non voleva lasciarli.

La proprietà riteneva che la cooperativa detenesse il fondo  non come una normale affittuaria ma per una preesistente illecita occupazione.

Il 2 maggio 1992 una lettera dell’allora proprietaria intima ai circa 550 soci della Cooperativa che entro la data del 5 maggio 1993, in ottemperanza alla nuova legge del 3 maggio 1982 n. 203 in merito ai contratti di fitto, i fondi di sua proprietà “detenuti e coltivati a qualsiasi titolo da “La Proletaria” società cooperativa s.r.l. dovranno essere improrogabilmente lasciati liberi da persone e cose essendosi definitivamente esaurito ogni rapporto tra la Sig.ra De Luca e la detta Cooperativa”.

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Nel prosieguo della storia della classe contadina nocerese, come già detto, per la "Proletaria" ci fu sempre da soffrire.

Le lotte appena concluse avevano portato una pace solo fittizia. Negli anni immediatamente successivi, infatti, sul piano legale seguì una serie infinita di vertenze tra essa, i De Luca e altri proprietari per i più svariati motivi.

Già il 16 ottobre 1953 fu chiesta al Tribunale Civile di Nicastro, da parte di Carlo e Giuseppe De Luca fu Eugenio , un’ingiunzione di pagamento nei confronti della cooperativa “La Proletaria”, il cui presidente era il sig. Giovanni Vaccaro.

E’ interessante leggera la lunga storia perché affiorano fatti e nomi di quel tempo e alcune particolari curiosità.

 

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Domenica, 30 Aprile 2017 22:27

L’occupazione delle terre del 1950

Nel 1950, il 1° marzo, a distanza di quattro anni dall’occupazione delle Macchie, Nocera fu di nuovo teatro di una protesta dei ceti contadini.

A questi, ancora una volta, si affiancarono cittadini di altre classe lavorative, come, per esempio, operai, commercianti, artigiani. La partecipazione, stavolta, fu in gran massa. Segno che i tempi stavano cambiando, che il malcontento era forte, che i “padroni” facevano meno paura.

Una volta sviluppatasi l’occupazione, intervennero dopo poche ore i Carabinieri, che, però, riuscirono a convincere solo una parte dei contadini a lasciare le terre presidiate. Tutti gli altri non si lasciarono intimorire e restarono nei fondi. In molti dichiararono di aver agito in seguito a precise disposizioni avute dai sindacalisti Carone Arturo Carone e Francesco Blaganò e da quelli locali Carlo Niccoli e Arcangelo Arrigo.

I nervi erano a fior di pelle e ci furono molte denunce. In altri paesi, però, la stessa forma di occupazione, causò anche dei morti.

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Domenica, 30 Aprile 2017 21:47

Non c’è pace tra gli ulivi

Si concludeva così, in modo alquanto soddisfacente “sulla carta” per i contadini, la prima fase dell’occupazione delle terre.

Ma non furono rose e fiori. Iniziarono, infatti, sul piano legale, una lunga serie di vertenze tra i proprietari e gli agricoltori, con i primi che cercavano cavilli di ogni genere per rilasciare il più tardi possibile i terreni.

Infatti, dopo il predetto fondo De Luca, la Cooperativa fece domanda anche per avere il fondo di “Campodorato” di Leopoldo Rossi per 1.000 tomolate e di Felice Ventura per 50 tomolate. Non vi fu alcuna risposta da parte della Commissione e dunque la Cooperativa presentò ricorso, così come risulta dal Registro dei Ricorsi n. 10/50 e 11,14/50 della Pretura del Tribunale di Nicastro. La vertenza, però, rimase completamente insoluta. 

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Domenica, 30 Aprile 2017 21:13

L’occupazione delle terre del 1946

I  “Decreti Gullo”, dopo due anni dalla loro pubblicazione, furono sostituiti con i “Decreto Segni”, emanati dal nuovo Ministro dell’Agricoltura, appunto Antonio Segni (che poi divenne Presidente della Repubblica”) che ne ampliò l’interpretazione e l’applicazione. Secondo la nuova versione, era prevista anche l’assegnazione delle terre “parzialmente incolte o mal coltivate”. Ne nacque una mobilitazione generale in vista delle tanto agognate, e ormai facilmente raggiungibili, occupazioni delle terre. Il nuovo decreto sarebbe andato in vigore il 17 settembre 1946 e fu quella la data che, automaticamente, fu stabilita per le occupazioni.

Già a febbraio, comunque, nella Marina di Falerna erano avvenute a singhiozzo varie occupazioni.

Di seguito, il 24 aprile, un gruppo di contadini aveva occupato dieci appezzamenti di terreno in zona vincolata nel bosco “Monache” di proprietà comunale. Gli occupanti furono tutti imputati di disossamento abusivo dal Pretore di Nocera. 

I contadini, però, evitarono il processo penale per l’estinzione del reato mediante a un decreto di amnistia del 22 giugno 1946.

(Pretura di Nocera, n. 190/sent. 146, anno 1946).

 

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Martedì, 04 Aprile 2017 20:04

“La Proletaria” di Nocera

A Nocera "La Proletaria" fu costituita il 26 novembre 1944 con atto del notaio di Nocera Felice Ventura fu Pasquale nel suo studio in Via Valle.
La denominazione la riportava quale cooperativa di produzione e consumo a responsabilità limitata. L’atto di costituzione ancora si conserva.
Non ne fecero parte solo contadini ma, come anche negli altri paesi, persone di tutte le categorie sociali, con la popolazione che si mostrò abbastanza unita sulla strada del miglioramento delle condizioni economiche dei fratelli più poveri.

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Martedì, 04 Aprile 2017 19:45

Il “Decreto Gullo”

l 21 aprile 1944, dopo la svolta di Salerno che vide quale principale fautore Palmiro Togliatti, il generale Badoglio potè formare un nuovo governo di coalizione in cui entrarono a far parte tutti i partiti del C.L.N., compresi anche i Comunisti, ai quali fu assegnata la vicepresidenza del Consiglio, ricoperta dallo stesso Togliatti.
Quale nuovo Ministro dell’Agricoltura e Foreste fu incaricato il calabrese Fausto Gullo, comunista. Questi, in più di un’occasione, tenne dei comizi anche a Nocera.
Da ministro, conoscitore delle problematiche meridionali, emanò i famosi decreti-legge, meglio conosciuti come “Decreti Gullo”.
Tra questi, il più importante fu il quarto, il n. 279 del 19 ottobre 1944, emanato per risolvere i problemi delle terre incolte.

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Mercoledì, 24 Febbraio 2016 19:26

Il marchese De Luca s’arrende alla Lega Agricola

Nel 1909 il marchese De Luca, dopo le agitazioni promosse da Michele Manfredi - Gigliotti, concesse ai componenti della Lega Agricola un “Contratto di colonia parziaria” su molte delle sue terre incolte.

Per i contadini, almeno al momento, si trattò di una vera e propria vittoria. Per rendersene conto basta leggere gli accordi raggiunti.

Il giornale “La Cooperazione” di Milano ritenne questo tipo di contratto tra proprietario e lavoratore il primo del genere in Italia.

Il contratto fu stipulato "nella casa del Sign. De Luca" il 1° ottobre 1908.

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Mercoledì, 24 Febbraio 2016 19:11

Pane Nero

I fatti accaduti in quel 1907 ebbero per protagonista principale Michele Manfredi - Gigliotti. Nel novembre 1975 essi furono poi riportati in un romanzo titolato “Pane nero” (Edizioni Florio, Palermo) a opera dell’omonimo nipote.

Quest’ultimo, nato a Nocera il 12 giugno 1941, dopo essersi laureato a Palermo in Giurisprudenza, rimase in questa città per esercitarvi la professione di avvocato. Oggi, invece, vive a Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina. E’ autore di molti libri (vedi, per la biografia e altre notizie, l’anno 1975).Michele Manfredi Gigliotti

L’autore, in “Pane nero”, precisa che il nucleo centrale dei fatti narrati è realmente accaduto in Nocera, anche se non manca qualche libertà interpretativa. Anche il nome del protagonista corrisponde a quello reale. I nomi degli altri personaggi, invece, sono inventati, “per cui in caso di omonimia, si tratta di pura e semplice coincidenza”.

In realtà l’autore, in qualche circostanza, non voleva, come lui stesso ci ha detto, che s’individuassero la famiglia e le persone alle quali nel romanzo si riferiva.

Precauzioni eccessive, soprattutto considerando che i fatti raccontati risalivano al 1907 e se ne scriveva nel 1975, ben 68 anni dopo.

Il romanzo, commovente e spesso anche divertente in alcune descrizioni, è stato adottato in Calabria e in Sicilia, all’epoca della pubblicazione, da molte scuole.

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Lunedì, 22 Febbraio 2016 18:12

1907, le prime lotte contro i latifondisti

Dopo la raggiunta Unità d’Italia, per la popolazione meridionale non si registrò alcun miglioramento di vita. Leggi molto fiscali, disoccupazione, emigrazioni, tasse in aumento, il costo della vita sempre maggiore, queste le amare risultanze che via via si materializzavano davanti alla classe degli oppressi.
In questa situazione, presero pian piano forma le prime lotte, in ogni dove, contro i vari latifondisti. Così anche a Nocera, dove all’inizio del 1900 quasi tutto il territorio era diviso tra sei grossi proprietari.
A memoria d’uomo, le prime forme di lotte in paese si manifestarono nel 1907, quando una nuova coscienza politica si vivificò in seno al proletariato.
In quell’anno, Michele Manfredi - Gigliotti, giovane laureato, tra l’altro di classe agiata, animato da nobili sentimenti, si mise a capo del gruppo dei contadini del paese e costituì una “Lega Agricola fra i lavoratori della terra di Nocera Terinese”, della quale divenne, all’unanimità, il Direttore. Il movimento si fornì anche di uno Statuto - Regolamento che fu stampato nel 1907 a Nicastro presso la Tipografia Bevilacqua. Era un opuscoletto di 16 pagine formato 12x10 circa, che ancora oggi si conserva. Conteneva lo "Statuto della Federazione Nazionale fra i lavoratori della terra", approvato al II Congresso Nazionale del 7, 8, 9 aprile 1906 di Bologna, dove aveva sede la Federazione. Questa aveva anche un giornale che fungeva da organo ufficiale, "La Squilla", redatto e stampato nella stessa città.
Oltre a quello nazionale, l'opuscolo conteneva anche lo Statuto - Regolamento della “Lega Agricola” di Nocera.

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