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Il convento dei Padri Cappuccini

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Foto di Massimo Giudice Foto di Massimo Giudice

Costruito sui resti di un antico fortilizio (un “castello” stante la denominazione ancora oggi della zona sottostante), nel 1581 i resti vennero acquistati dalla nobile famiglia Ventura ed iniziarono i lavori di costruzioni del convento dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Nel 1600, su concessione del Generale dei Cappuccini, datata in Roma il 26-5-1618, fu costruita nella chiesa, sul lato destro, la cappella gentilizia della famiglia Ventura, dedicata a Sant’Antonio di Padova, con la tomba di famiglia.

Il Convento dei Cappuccini di Nocera, fu punto di passaggio o di soste temporanee. Era, generalmente, a numero fisso, secondo le regole canoniche e dell’ordine. Tale numero, però, poteva capitare che aumentasse o diminuisse a seconda della ricettività dell’edificio o a seconda del numero complessivo di religiosi della Provincia che, se scarso, sottraeva unità e se in esubero ne inviava oltre il numero fisso.  

In ogni caso, e soprattutto, il convento fu luogo di meditazione e di studio. Il significato religioso della sua esistenza non fu mai tradito. Viveva di elemosina e non fece mai mancare aiuti e sostegno per i poveri (tanti) del paese. E chi non aveva da mangiare, lì trovava ogni volta ristoro. Questa funzione e questa attività continuò per circa 380 anni, poco meno di quattro secoli.

In seguito al terremoto del 1783, anche il Convento di Nocera presentava notevoli danni, nel 1784, prima Ferdinando IV di Napoli e poi papa Pio VI decretarono l’abolizione di tutti i monasteri con meno di dodici individui.

Secondo quanto riportato da Ignazio Ventura, nel suo libro “Nocera Terinese, storia di una terra di Calabria”, la chiusura del Convento di Nocera giunse il 4 agosto 1809 per decreto di Gioacchino Murat, che ne ordinò la soppressione insieme “ad altri 213 monasteri del reame appartenenti ad ordini monastici possidenti”, così come si evince dagli Archivi della Chiesa di San Giovanni Battista. Gli ultimi frati andarono via l’8 settembre 1809.

Nel 1817 riaprì i battenti, con grande gioia della popolazione. Dopo sette anni dalla chiusura, la costruzione non aveva subito ulteriori deterioramenti.

Secondo quanto riportò Ignazio Ventura, il 17 febbraio 1861, su decreto di Eugenio, Principe di Carignano, luogotenente del re Vittorio Emanuele II, il convento fu nuovamente soppresso.

Il 26 novembre 1878 il convento è messo in vendita dal Demanio, da allora il convento divenne proprietà del Comune, che, come ormai tradizione secolare dell’edificio, ne continuò a fare un punto di grande solidarietà. Adattò alcuni locali, ne trasformò altri e ne ricavò un Ospizio di Mendicità, ricovero provvisorio per poveri sciancati senza un pasto e un tetto.  

Questa nuova attività durò per altri 33 anni, fino al 1911.

Durante la Prima Guerra Mondiale, il Convento ospitò un gruppo di profughi provenienti dal Veneto.

Nel 1935, a cura dell’Amministrazione Comunale, fu istituita a Nocera la Scuola di Avviamento Agrario, tale funzione durò una decina d’anni, fino al 1962.

Dopo la vendita degli oggetti sacri e dei banchi, al Convento dei Cappuccini non rimase più nulla, solo rovine e muri cadenti, a fine anni 70 ci fu un tentativo per una sua completa demolizione e ricostruzione per realizzare una casa di cura, fortemente osteggiata dalle opposizioni politiche. Poi, per tutti gli Anni 80, l’edificio restò abbandonato.

Negli anni novanta, dato le precarie condizioni delle strutture murarie furono effettuati operazioni di consolidamento.

Negli anni 2000 sono stati presentati i progetti per il recupero funzionale del convento.  

Un primo intervento per il recupero parziale è stato finanziato dalla Regione Calabria, dal Dipartimento 8 “urbanistica e Governo del territorio”, secondo il Bando  “Progetti Integrati per la qualificazione, recupero e valorizzazione dei Centri Storici della Calabria” di cui alla delibera CIPE 35/2005 – APQ “ Riserva aree urbane”, Delibera CIPE 3/2006 – APQ “Emergenza Urbane e Territoriali”, con l’importo lordo di 1.000.000,00 (vedasi convenzione Comune di Nocera Terinese con la Regione Calabria, del 12 maggio 2009). Con tale intervento si sono creati una sala polifunzionale e locali di servizio.

Un secondo intervento ha riguardato la parte destinata a museo è stato finanziato con fondi P.I.S.L. dal Progetto Integrato di Sviluppo Locale “Borghi di eccellenza” - Recupero e rifunzionalizzazione del Convento dei Padri Cappuccini e della viabilità connessa del percorso della flagellazione.

Dopo gli interventi di recupero il Convento è stato inaugurato il 21 aprile del 2017.

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