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Domenica, 30 Aprile 2017 22:27

L’occupazione delle terre del 1950

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Nel 1950, il 1° marzo, a distanza di quattro anni dall’occupazione delle Macchie, Nocera fu di nuovo teatro di una protesta dei ceti contadini.

A questi, ancora una volta, si affiancarono cittadini di altre classe lavorative, come, per esempio, operai, commercianti, artigiani. La partecipazione, stavolta, fu in gran massa. Segno che i tempi stavano cambiando, che il malcontento era forte, che i “padroni” facevano meno paura.

Una volta sviluppatasi l’occupazione, intervennero dopo poche ore i Carabinieri, che, però, riuscirono a convincere solo una parte dei contadini a lasciare le terre presidiate. Tutti gli altri non si lasciarono intimorire e restarono nei fondi. In molti dichiararono di aver agito in seguito a precise disposizioni avute dai sindacalisti Carone Arturo Carone e Francesco Blaganò e da quelli locali Carlo Niccoli e Arcangelo Arrigo.

I nervi erano a fior di pelle e ci furono molte denunce. In altri paesi, però, la stessa forma di occupazione, causò anche dei morti.

Alla fine, a volte immediatamente, a volte dopo molte discussioni e litigi, prevalsero i Carabinieri. In molti casi, comunque, al momento dell’abbandono delle terre, gli animi erano talmente tesi che per poco non si sfociò in una vera e propria rivolta.

Organizzatori delle occupazioni dei fondi noceresi furono due sindacalisti forestieri mandati appositamente per organizzare, dirigere e sostenere l’occupazione:

Carone Arturo di Emilio (nato a Gravellona Toce (NO) il 23-1-1925) e

Braganò Francesco di Ettore (nato a Nicastro il 5-8-23).

A loro si unirono i due sindacalisti locali,

Niccoli Carlo fu Luigi (nato a Nocera Terinese, di 29 anni) e

Arrigo Arcangelo fu Domenico (nato a Nocera Terinese il 3-2-1912).

Questi i giorni in cui a Nocera si svilupparono le occupazioni e i terreni occupati. Seguirono, poi, dei processi per i vari reati contestati.

Gli avvenimenti sono distinti con un numero, al fine di poter poi facilmente cercare i relativi processi:

1) 28 febbraio: un centinaio di contadini di Nocera e di Falerna invasero alcuni terreni in contrada "Monachello" di proprietà di Giuseppe e Carlo De Luca di Lizzano.

2) 1° marzo: fu occupato un terreno di 20 ha del proprietario Quintieri, nonostante gli occupanti fossero stati diffidati dai Carabinieri. Tra essi c'erano anche alcune donne e minori.

3) 1° marzo: furono occupati 15 ettari di terreno di proprietà di Rossi Leopoldo in contrada Vaccarizzo.

4) 1° marzo: furono occupati 12 ettari di terreno in contrada Portavecchia di proprietà di Vittorio Ventura. 

5) 1° marzo: furono occupati 10 ettari di terreno del fondo “Pianta” del proprietario Pasquale Odoardi in contrada “Campodorato”.

6) 1° marzo: furono occupati circa 7 ettari di terreno di proprietà di Carlo e Giuseppe De Luca di Lizzano in contrada Marina De Luca.

7) 1° marzo: furono occupati 3 ettari di terreno di proprietà di Mancini Francesco in contrada “Campodorato” in agro di Falerna.

8) 1-2 marzo: furono occupati circa 120 ettari di terreno di proprietà di Carlo e Giuseppe De Luca di Lizzano in contrada Lago.

9) 1 marzo (?): furono occupati tre ettari di terreno di proprietà di Quintieri in contrada Savuto.

10) Molti contadini, la maggior parte dei quali di Falerna e qualcuno di Nocera, occuparono 30 ettari di terreno di proprietà di Carlo e Giuseppe De Luca in contrada Casale.

11) Il 5 marzo 1950 in agro di Falerna molti contadini occuparono 4 ettari di terreno in Contrada Paria, un ettaro in contrada Pandolfo, 3 ettari in contrada Antonazzo e un terreno in contrada “Quellabanda” di proprietà rispettivamente di Antonio Ventura, Francesco Silvagni, Pietro Spinelli e Riccardo Del Trono.

12) A queste occupazioni seguirono il 18 maggio 1947 a Falerna l’invasione di terreni di proprietà comunale sottoposti a vincolo forestale.

Quattro giorni dopo, il 22 maggio, le Guardie forestali di Nocera denunciarono 27 persone che avevano iniziato coltivare.

13) Anche a Campora San Giovanni i contadini occuparono 4 ettari di terreno di Quinto Quintieri in contrada “Piano Isabella”:

Come si vede, gli avvenimenti 1), 2), 4), 6) e 9) riguardano tutti territori della Marina per un totale di 42 ettari, quelli 3), 5), 7) e 10) riguardano territori di “Campodorato” o zone limitrofe per un totale di 28 ettari, quelli indicato con 8) la zona della montagna con 120 ettari, quelli indicato con 11) e 12) il territorio di Falerna, quelli indicati con 13 il territorio di Campora San Giovanni.

I proprietari di Nocera che si videro occupate le terre furono:

Carlo e Giuseppe De Luca di Lizzano (120 ettari in contrada Lago e 7 ettari in Marina De Luca)

Quintieri (23 ettari).

Rossi Leopoldo (15 ettari)

Ventura (12 ettari)

Odoardi (10 ettari)

Mancini (3 ettari)

14) Da ricordare, infine, che il 9 marzo, quando ormai le occupazioni a Nocera erano state debellate, si tenne in paese una pubblica riunione con un comizio. Intervennero ancora una volta i Carabinieri, che denunciarono i sei promotori di averli effettuati senza la prevista autorizzazione di legge.

Le persone denunciate furono:

Bonacci Palmerino (1927) di Amedeo

Consolatore Giuseppe (1913) di NN

Niccoli Carlo fu Luigi, 29 anni

Valentino Francesco (1916) di Giovanni

Valentino Vittorio (1920) fu Vittorio

Omobono Diego (1913) di NN

15) Per manifestazioni sediziose anche a Falerna furono denunciate 14 persone.

 

 

I processi per l’occupazione delle terre

 

Passato qualche tempo dal periodo delle occupazione delle terre, iniziarono i vari processi contro gli occupanti denunciati.

Questa la successione dei procedimenti (il numero rimanda a quale occupazione si tratta):

9) Furono condannati per avere occupato tre ettari di terreno di proprietà di Quintieri in contrada Savuto:

Curcio Saverio di Luigi (1926)

Ferlaino Antonio di Antonio (1905)

Ferlaino Giovanni di Antonio (1928)

Ganino Antonio di Giovanni (1921)

Ganino Lorenzo di Eugenio (1909)

Grandinetti Vincenzo di Giovanni (1919)

Isabella Antonio di Francesco (1925)

Isabella Salvatore di Francesco (1927)

Magnone Nicola fu Tommaso (1907)

Mendicino Eugenio di Antonio (1915)

Mendicino G. Battista fu Francesco (1914)

Motta Gioacchino di Cesare (1922)

Motta Giuseppe di Vincenzo (1912)

Motta Luigi di Cesare (1928)

Parisi Giovanni di Pasquale (1929)

Rizzuto Nicola di Francesco (1924)

Vaccaro Vittorio fu Gaspare (1907)

Valentino Giuseppe fu Pietro (1918)

5) Il 3 ottobre 1950 il vice pretore di Nocera, avv. Pasquale D'Amico, furono chiamati in giudizio i seguenti 13 contadini accusati di "aver invaso arbitrariamente in concorso tra lo loro", il 1° marzo 1950, 10 ettari di terreno del fondo “Pianta” del proprietario Pasquale Odoardi in contrada “Campodorato”.

Benvenuto Antonio Salvatore di Antonio

Cario Antonio di Sebastiano (contumace)

Guzzo Tommaso di Giovanni

Macchione Gennaro di Michele

Macchione Ferdinando di Rosario

Macchione Pietro di Rosario

Masciari Gino di Eugenio

Mendicino Gaspare fu Francesco

Motta Giuseppe di Pasquale

Orlando Carmine fu Fedele

Orlando Giuseppe fu Fedele

Vaccaro Fedele di Antonio

Vaccaro Giovanni di Francesco

Alcuni contadini furono assolti per non avere commesso il fatto altri per insufficienza di prove.

Questo uno stralcio della motivazione:

"...poiché nell'occupare le terre essi avevano la coscienza di poter far ciò in quanto autorizzati da un certo Carone il quale disse di appartenere ai liberi Sindacati e che fosse già pubblicato il decreto legge per cui era lecito il loro atto. La loro buona fede si evince anche dal fatto che, appena i carabinieri dissero di abbandonare le terre e quando il Carone non si fece più vivo, essi spontaneamente abbandonarono le terre occupate senza la minima resistenza".

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 59/950, sentenze n. 136/50).

3) Lo stesso 3 ottobre 1950, sempre il vice pretore di Nocera, avv. Pasquale D'Amico, assolse con le identiche motivazioni i seguenti 13 contadini accusati di avere, il 1° marzo 1950, invaso 15 ettari di terreno di proprietà di Rossi Leopoldo in contrada Vaccarizzo.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 60/950, sentenze n. 137/50).

Aragona Cesare di Giovanni

Aragona Cesare di Giovanni

Aragona Vincenzo fu Giovanni

Castello Giovanni di Gioacchino

Curcio Lorenzo di Giuseppe

Curcio Luigi di Giuseppe

Curcio Vincenzo di Gennaro

Damiano Francesco di Saverio

Damiano Giovanni fu Francesco

Damiano Mario di Silvestro

Damiano Ortensio di Silvestro

Gigliotti Francesco di NN

Gualtieri Vincenzo di Rosario

Macchione Giovanni di Gennaro

Macchione Giovanni fu Giuseppe

Marca Francesco di Nicola

Marchese Raffaele fu Francesco

Masciari Mario di Giuseppe

Mastroianni Saverio di Gaetano

Mendicino Angelo fu Giuseppe

Motta Annunziato di Luigi

Motta Gasperino fu Fortunato

Motta Lorenzo di Vincenzo

Motta Pietro fu Domenico

Motta Salvatore di Saverio

Muraca Fedele fu Fortunato

Pontieri Gaspare di Angelo

Rocca Rosario fu Annunziato

Rocchino Antonio fu Antonio

Trunzo Nicola fu Rosario

Vaccaro Giovanni di NN

Vaccaro Vincenzo fu Giovanni

 

8) Il 10 ottobre 1950 il vice pretore di Nocera avv. Antonio Magnavita emetteva la sentenza contro 72 contadini imputati di avere invaso il 1-2 marzo 1950 circa 120 ettari di terreno di proprietà di Carlo e Giuseppe De Luca di Lizzano in contrada Lago. Furono tutti assolti per insufficienza di prove sul dolo con queste motivazioni:

"Nei primi giorni del marzo 1950, in tutto l'agro dell'ex circondario di Nicastro, si verificò un vasto movimento di contadini che si recarono nelle campagne dai rispettivi comuni per occupare e mettere a coltura i terreni incolti o mai coltivati.

L'occupazione dei terreni durò alcuni giorni fino a quando l'intervento delle forze dell'ordine non ristabilì la calma. Invero, la vastità del movimento è prova di come esso avvenne a seguito di organizzazione sindacale - politica, ed infatti, durante i giorni dell'occupazione, ed alcuni giorni prima, vi furono degli organizzatori sindacali, anche venuti dal Nord ed appartenenti alla CGIL e alla FILS, che prepararono le occupazioni medesime.

Ai contadini occupanti si dava ad intendere che era stato pubblicato un decreto legge con il quale si autorizzavano i contadini, per metterli a coltura, i terreni incolti o mal coltivati. Stando così le cose, non ritiene il giudicante di poter affermare con animo tranquillo che i contadini occupanti agissero con piena coscienza e volontà di commettere un'arbitraria occupazione. Né d'altro canto può dirsi con serenità che ad essi mancasse davvero una tale coscienza e volontà dal momento dal momento che si accontentarono di sentirsi dire dai propri dirigenti che un decreto era stato pubblicato, ma non se ne accertarono personalmente. Pertanto, il dubbio permane sull'effettiva esistenza del dolo presso i contadini occupanti".

Alcuni di questi contadini furono assolti per non aver partecipato alle occupazioni "poiché è verosimile che, data l'enorme confusione di quei giorni, i carabinieri poterono essere indotti in errore nel presentare la denuncia a loro carico".

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 62/950, sentenze n. 158/50).

Questo l’elenco delle persone imputate:

Ambrosio Ferdinando di Michele

Aragona Angelo fu Gaspare

Aragona Gaspare di Salvatore

Aragona Giacinto fu Antonio

Aragona Rosario di Michele

Aragona Salvatore fu Gaspare

Aragona Santo di Carmine

Bifano Antonio fu Angelo

Curcio Filippo di Luigi

Ferlaino Natale di Fedele

Franceschi Raffaele fu Saverio

Gallo Giuseppe fu Domenico

Grandinetti Lorenzo di Michelangelo

Isabella Francesco di Pasquale

Macchione Antonio di Pasquale

Macchione Michele fu Cesare

Marchese Cesare fu Francesco

Mastroianni Agostino di Fedele

Mastroianni Fedele fu Annunziato

Mastroianni Giovanni fu Salvatore

Mastroianni Nicola fu Silvestro

Mendicino Antonio di Francesco

Mendicino Domenico fu Francesco

Mendicino Francesco di Antonio

Mendicino Michele di Giovanni

Mendicino Ortensio di Giovanni

Mendicino Vincenzo fu Santo

Motta Antonio di Vincenzo

Motta Antonio fu Carmine

Motta Cesare fu Domenico

Motta Giovanni di Angelo

Motta Michele di Santo

Motta Raffaele di Pasquale

Motta Rosario di Santo

Motta Santo di Pietro

Motta Saverio di Pasquale

Parise Antonio fu Domenico

Parise Saverio di Antonio

Parise Vincenzo fu Pasquale

Parisi Vittorio di Antonio

Pontieri Eugenio fu Francesco

Pontieri Francesco fu Antonio (deceduto)

Pontieri Francesco fu Filippo

Pontieri Giovanni di Antonio

Pontieri Giuseppe di Antonio

Pontieri Pasquale fu Fedele

Rocchino Pasquale di Giovanni

Russo Domenico fu Ferdinando

Russo Ferdinando di Rosario

Russo Rosario fu Ferdinando

Santangelo Federico fu Cesare

Santangelo Francesco fu Vincenzo

Sauro Angelo fu Fedele

Sauro Antonio di Cesare

Sauro Antonio fu Domenico

Sauro Cesare fu Pietro

Sauro Giovanni fu Domenico

Sauro Nunziato fu Domenico

Sauro Vincenzo di Cesare

Trunzo Michelangelo fu Fortunato

Vaccaro Angelo di Giovanni

Vaccaro Antonio di Pasquale

Vaccaro Battista fu Giovanni

Vaccaro Carmine di Michele

Vaccaro Cesare fu Antonio

Vaccaro G. Battista di Pasquale

Vaccaro Gaspare di Battista

Vaccaro Giovanni di Annunziato

Vaccaro Pasquale di Lorenzo

Vaccaro Pasquale fu battista

Vaccaro Pasquale fu Francesco

Vaccaro Vittorio di Michele

4 - 6) Il 17 ottobre 1950 il vice pretore di Nocera Antonio Magnavita emetteva la sentenza contro gli occupatori di 12 ettari di terreno in contrada Portavecchia di proprietà di Vittorio Ventura e contro altri 64 contadini imputati di avere invaso arbitrariamente il 1° marzo 1950 circa 7 ettari di terreno di proprietà di Carlo e Giuseppe De Luca di Lizzano in contrada Marina De Luca.

Furono tutti condannati a pene che andavano da 20 a 40 giorni di reclusione e a multe da 1.000 a 3.000 lire con le seguenti motivazioni.

A differenza del precedente gruppo (contrassegnato con 8) le condanne arrivarono perché più volte i Carabinieri si recarono sul posto per fare sgombrare pacificamente i terreni ma gli occupanti non desistettero mai dal loro proposito e li abbandonarono solo quando l'azione dei Carabinieri divenne più energica.

Questa la sentenza:

“Il fatto commesso dagli imputati è un episodio del vasto movimento contadino che nella fine di febbraio e i primi di marzo 1950 prese ad occupare in diverse zone vari appezzamenti di terreno sulla pretesa di doverli porre a coltura risultando essi incolti o mal coltivati.

Invero, il movimento fu organizzato e diretto dalle organizzazioni sindacali, dalle quali gli occupanti dipendevano, ed essi hanno posto a loro discolpa la circostanza che, essendo stati spinti all’occupazione appunto dai proprio dirigenti sindacali, ritenevano di agire nella legalità anche perché ad essi veniva assicurato che un’apposita legge era stata pubblicata.

La giustificazione non può essere presa in considerazione risultando essa un elementare espediente difensivo, dal momento che le forze dell’ordine più volte si recarono in pattuglie sui terreni occupati e invitarono pacificamente gli occupanti a desistere  dall’azione criminosa, e ciò malgrado essi non abbandonarono i terreni, determinandosi a farlo solo in secondo momento, quando cioè le ripetute forze ebbero ad intervenire con maggior energia.

Pertanto la responsabilità penale dei prevenuti risulta pienamente provata (…). Essendo al violenza inserita nel numero rilevante di persone occupanti la stessa zona di terreno, resta da porsi il quesito: a che cosa miravano gli imputati con l’occupazione?

La risposta appare inequivocabile poiché nel fatto si riscontrano precisi gli elementi dello spoglio violento del possesso: gli occupanti miravano a privare il possessore del potere sul terreno sostituendosi nel compiere gli atti di disponibilità dello stesso, ponendolo a coltura nei modi che ad essi sarebbe parso più opportuno.

Ed infatti, se gli occupanti non fossero stati allontanati dai terreni occupati, questi sarebbero stati detratti completamente  alla disponibilità possessoria dei proprietari e dei conduttori i quali appunto per ciò sarebbero risultati spogliati del pacifico possesso dei terreni.

Ordunque, poiché la violenza è l’elemento caratteristico nello spoglio a norma dell’art. 1168 Codice Civile, deriva come ovvia conseguenza che la implicita violenza ricorrente degli imputati è elemento integrativo del reato di cui all’art. 634 C.P. Gli imputati perciò devono rispondere di tale reato”.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 61/950, sentenze n. 159/50).

Queste le persone condannate:

Ambrosio Santo di Francesco

Bassarelli Giovanni di Pietro

Bonino Giuseppe di Gregorio

Buonocore Raffaele di NN

Cabano Ernesto di Antonio

Carpino Giovanni di Carmine

Castello Giuseppe fu Giuseppe

Cicco Giacinto di Felice

Cicco Giuseppe di Felice (contumace)

Consolatore Giuseppe di NN

Curcio Saverio di Ferdinando

Curcio Vincenzo fu Agostino

Damiano Carmine fu Gaspare

Esposito Antonio di Raffaele (minore)

Esposito Carlo di Saverio

Esposito Cesare di Giovanni

Ferlaino Giuseppe di Francesco

Ganino Ernesto fu Gregorio (contumace)

Giovanni Battista (minore)

Grandinetti Francesco fu Angelo

Gualtieri Giovanni di Rosario

Guido Gennaro di Passquale

Guido Giuseppe di Giovanni

Isabella Rosario di Aiuto

Macchione Michele di Domenico

Macchione Nicola di Francesco

Macchione Saverio di Domenico (minore)

Marchese Antonio fu F. Saverio

Mastroianni Antonio di Giovanni

Mastroianni Pasquale di Giovanni

Mastroianni Pasquale fu Michele

Mendicino Antonio di Giovanni

Mendicino Carmine di Giuseppe

Mendicino Carmine fu Annunziato

Mendicino Fiore di Lorenzo

Mendicino Giovanni fu Annunziato

Mendicino Gregorio di Giuseppe

Mendicino Gregorio di Pasquale

Mendicino Luigi fu Domenico

Mendicino Saverio di Giovanni

Motta Eugenio fu Luigi

Motta G. Battista di Natale

Motta Luigi fu Annunziato

Motta Rosario di Pietro

Motta Santo di Gregorio

Orlando Michele di Domenico

Orlando Vittorio di Gennaro

Palillo Giovanni fu Antonio

Pontieri Giovanni di Angelo

Pontieri Teresa di Francesco

Rizzato Domenico fu Antonio

Rizzato Francesco fu Francesco

Rizzato Pietro di Francesco

Rizzo Mario di Vincenzo

Rizzo Vittorio di Giuseppe (contumace)

Russo Giovanni di Francesco

Scalzo Eugenio di Vincenzo

Scalzo Ortensio fu Giuseppe

Vaccaro Gaspare di Vittorio

Vaccaro Giovanni fu Pasquale

Vaccaro Guido di Eugenio

Vaccaro Mario di Eugenio (contumace)

Vaccaro Saverio di Lorenzo

Villella Ferdinando di Carlo

1) Il 24 ottobre 1950, con una sentenza simile alla precedente (4 - 6) furono condannati dal vice pretore di Nocera Antonio Magnavita alla pena di un mese e 5 - 10 giorni di reclusione e a 1.000 - 1.500 lire di multa i seguenti 70 contadini di Falerna e Nocera riconosciuti colpevoli di avere invaso arbitrariamente e con violenza il 28 febbraio 1950 altri terreni in contrada "Monachello" di proprietà di Giuseppe e Carlo De Luca di Lizzano.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 55/950, sentenze n. 160/50).

Aiello Luigi fu Tommaso

Aiello Rosario di pasquale

Aiello Vincenzo di Luigi

Aurelio Nicola di NN

Bartolotta Felice fu Antonio

Benvenuto Buono di Tommaso

Campisano Antonio di Francesco

Campisano Antonio fu Domenico (contumace)

Campisano Giuseppe di Antonio

Campisano Natale di Giuseppe

Campisano Pietro fu Domenico

Colostro Odoardo di NN

Crocco Edmondo di Domenico

Crocco G. Salvatore fu Antonio

Crocco Giovanni fu Pietro

Crocco Vincenzo salvatore fu Alfonso

D’Agostino Alfredo di Ernesto

Damiano Carmine di Francesco

Damiano Ortensio di Domenico

Faustino Giovata di Giovanni (contumace)

Ferraro Mariano di Domenico

Ferraro Mariano fu Francesco

Fiore Orlando di Domenico

Floro Amabile Nicola di NN

Floro Candido fu Natale

Floro Gennaro di NN

Floro Pietro di Rosario (contumace)

Gallo Natale di Francesco Antonio

Gallo Paolo fu Gennaro

Gracco giacinto di Virgilio

Isabella Vincenzo di Antonio

Mendicino Giovanni fu Gregorio

Mendicino Giuseppe di Nicola

Morosini Francesco di NN

NIcastri Fiorigi fu Rosario

Nicastri Francesco fu Foca

Nicastri Giuseppe fu Giuseppe

Niccoli Michele di Antonio

Pallone Tommaso fu Ignazio

Pati Vincenzo fu Francesco (contumace)

Pontieri Angelo fu Michele

Renne Orlando di Riccardo (minore)

Rotella Tommaso fu Antonio

Ruperto Nicola fu Clemente

Scalercio Ortensio di Raffaele

Sisto Euegnio di NN

Stella Davide Gioacchino di Giuseppe

Stella Giuseppe di Gioacchino

Stella Santo di Francesco

Trunzo Francesco fu Francesco Antonio

Umbertino Giuseppe di NN

Vescia Santo fu Rosario

Vescia Tommaso di Santo

Villano Giovanni di Giuseppe

Tutti di Falerna

Alberti Battista di NN

Curcio Michele fu Marco

Damiano Antonio di Domenico

Damiano Francesco fu Giuseppe

Guido G. Battista di Vincenzo

Mastroianni Santo di Vincenzo

Mendicino Giovanni di Nicola

Trunzo Giuseppe di Michele

Trunzo pietro di Giuseppe

Vacacro Andrea di Giuseppe

Vaccaro Alberto di Tommaso

Vaccaro Saverio fu Giuseppe

Vaccaro Vincenzo di Carmine

Tutti di Nocera

7) Il 25 ottobre dal vice pretore di Nocera Antonio Magnavita furono condannati per "turbativa violenta di possesso" a un mese e 5 giorni di carcere e 1000 lire di multa e altri a un mese e 1000 lire di multe i seguenti 24 contadini imputati di occupazione arbitraria di 3 ettari di terreno di proprietà di Mancini Francesco in contrada “Campodorato” in agro di Falerna, occupazione avvenuta il 1 marzo.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 63/950, sentenze n. 161/50).

Ambrosio Giuseppe di Michele (1923)

Aragona Pasquale di Saverio (1913)

Aragona Saverio di Giuseppe (193)

Cario Francesco di Gaspare (1920)

Cario Natale di Gaspare (1925)

Cario Vincenzo di Gaspare (1931)

Cario Vittorio di Gaspare (1928)

Curcio Angelo di Francesco (1924)

Curcio Ferdinando di NN (1926)

Curcio Giovanni di Pasquale (1916)

Curcio Giovanni fu Nicola (1915)

Curcio Marco di Michele (1923)

De Cario Eugenio di Ferdinando (1929)

Ferlaino Rosario di Fedele (1922)

Gigliotti Gaspare di Clemente (1933)

Mastroianni Eduardo di Giovanni (1921)

Mastroianni Giovanni di Domenico (1925)

Motta Giuseppe di Andrea (1926)

Motta Giuseppe di Enrico (1931)

Motta Giuseppe di Vincenzo (1912)

Motta Pietro fu Domenico (1921)

Motta Saverio di Enrico (1929)

Vaccaro Maurizio di Domenico (1933)

Vaccaro Vittorio di Annunziato (1914)

Il 15 aprile 1951 il Tribunale di Nicastro (presidente Giovanni Romano, giudici Gaspare Porchia e Francesco Pittelli, PM Francesco Ferlaino) in appello confermava la sentenza con l'aggravio delle spese processuali.

Secondo il collegio giudicante “il fatto oggetto dell’imputazione è risultato provato attraverso l’indubbia deposizione del verbalizzante il quale ebbe sorprendere gli imputati nell’atto di coltivare con picconi e badili il terreno arbitrariamente occupato e costoro, dopo essersi allontanati dal terreno a seguito della diffida del verbalizzante medesimo, vi fecero ritorno. Tale condotta esclude ogni dubbio sull’integrazione dell’elemento psicologico del reato, sulla qualificazione giuridica del fatto e sull’inesistenza dell’errore cui hanno fatto appello gli imputati”.

2) Il 27 dicembre 1950 il vice pretore di Nocera, avv. Pasquale D'Amico, condannò i seguenti 73 contadini accusati di avere invaso arbitrariamente il 1 marzo 1950 un terreno di 20 ha del proprietario Quintieri, nonostante fossero stati diffidati dai Carabinieri. Tra essi c'erano anche alcune donne e anche ragazzi ancora minorenni.

Il magistrato, nonostante la dichiarazione della colpevolezza palese, concesse le attenuanti generiche e li condannò a 15 giorni di carcere e a 1.000 di multa, con la sospensione della pena, mentre ai minori fu accordato il "perdono giudiziale".

Ciò in base a questa conclusione:

"Dato le condizioni di vita che essi conducono, il loro intento di occupazione si esplicava nel veder coltivare delle terre che a loro modo di vedere dovevano considerarsi terre incolte. Perciò la finalità per cui essi procedevano all'occupazione era quella di alleviare la disoccupazione e di conseguenza la miseria. Inoltre, bisogna tener conto del momento in cui i fatti avvennero e cioè in un clima arroventato di propaganda che concludeva con " terra ai contadini".

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 57/950, sentenze n. 135/50).

Cimino Vincenzo fu Angelo

Curcio Antonio fu Giuseppe

Curcio Cesare fu Francesco

Curcio Fedele fu Fortunato

Curcio Francesco fu Gioacchino

Curcio Michele fu Francesco

Curcio Natale di Ferdinando

Curcio Pasquale di Giovanni

Della Montagna Antonio fu Fedele

Ferlaino Angelo di Lorenzo

Ferlaino Carmine di Gabriele (13 anni, minore)

Ferlaino Gabriele fu Angelo

Gallo Domenico fu Angelo

Ganino Antonio di Giovanni

Ganino Eugenio fu Lorenzo

Grandinetti Luigi di Pasquale

Gualtieri Michele di Rosario

Gualtieri Rosario fu Giovanni

Guido Federico di Giovanni

Guido Giovanni fu Giuseppe

Ianni Gennaro di Pasquale

Iole Fiorita di Pasquale

Isabella Pasquale di G. Battista

Isabella Rosa fu Giovanni

Isabella Valenzi Fiore di Natale

Lanzo Angelo di Antonio

Luiggi Umberto di Domenico

Macchione Ernesto fu Pasquale

Macchione Eugenio di Gennaro

Magnone Nicola di Tommaso

Mancini Giuseppe di Giuseppe

Marchese Rosaria fu Saverio

Mascieri Giuseppe fu Luigi

Mastroianni Antonio di Giuseppe

Mastroianni Antonio fu Giuseppe

Mastroianni Giovanni di Santo

Mastroianni Ortensio di Giuseppe

Mastroianni Ortensio di Giuseppe

Mastroianni Pietro di Giuseppe

Mendicino G. Battista di Antonio

Mendicino Lorenzo fu Giuseppe

Mendicino Saverio fu Fedele

Motta Mario fu Leonardo (12 anni, minore)

Motta Pasquale di Cesare

Orlando Gaetano di Francesco

Rizzo Giovanni di Vincenzo

Rocca Ernesto di Domenico

Rocca Ortensio di NN

Ruperto Antonio fu Michele

Russo Daniele di Francesco

Sacco Giovanni di Fiore

Sauro Rosaria fu Giuseppe

Trunzo Michele fu Giuseppe

Vaccaro Angela fu Marco

Vaccaro Antonio di Fedele

Vaccaro Armando fu Giuseppe (14 anni, minore)

Vaccaro Giuseppe fu Pasquale

Vaccaro Pasquale fu Antonio

Vaccaro Vittorio fu Giuseppe

Valentino Antonio di Domenico (12 anni, minore)

Valentino Antonio fu Nicola

Valentino Vittorio di Antonio

Valentino Vittorio fu Giovanni

Vecchio Francesco di Angelo (13 anni, minore)

Ventura Pietro di Carlomagno

Vescio Agostino di Pietro

Vescio Antonio fu Fedele

Vescio Michele di Antonio

Vescio Raffaele fu Pietro

Vescio Rosario di Antonio

Villella Pasquale di Carlo

Vincenzi Antonio fu Giovanni

Vocaturo Ortensio di Michele

10) Per avere occupato 30 ettari di terreno di proprietà di Carlo e Giuseppe De Luca di Lizzano in contrada Casale furono imputate e processate dal vice pretore Antonio Magnavita le seguenti 35 persone, la maggior parte delle quali di Falerna e qualcuna di Nocera.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 58/950, sentenze n. 62/51).


Aiello Giovanni fu Francesco (1912)

Campisano Giovanni di Giuseppe (1909)

Cario Salvatore di Vincenzo (1927)

Consolo Mariano fu Natale (1901)

Crocco Adio di Nicola (1915

Crocco Santo di Nicola (1906)

De Sensi Gennaro di Natale (1921)

Floro Antonio di Salvatore (1909)

Floro Giovanni di Pasquale (1934)

Floro Rosario di Pietro (1908)

Gallo Nicola fu Giuseppe (1914)

Gatti Domenico di NN (1921)

Grandinetti Gennaro fu Pasquale (1931)

Grandinetti Giovanni di Pasquale (1912)

Mancuso Michele fu Francesco (1922)

Marca Rosario di Pietro (1929)

Marciano Luigi di Tommaso (1932)

Maruca Natale Salvatore (1929)

Mastroianni Lorenzo di Francesco (1929)

Mendicino Carmine di Giovanni  (1930)

Mendicino Rosario di Tommaso (1905)

Niccoli Nicola di Antonio (1916)

Rago Giuseppe di NN (1931)

Saladino Pietro di Nicola (1921)

Spinelli Vito fu Paolo (1925)

Stella Antonio di Giuseppe (1919)

Tiziano Ferdinando fu Ferdinando (1912)

Trunzo Rosario di Giacomo (1929)

Vaccaro Antonio di Tommaso (1919)

Vaccaro Giovanni di Tommaso (1921)

Vaccaro Giuseppe di Michele (1924)

Vaccaro Michele di Tommaso (1925

Vescio Pasquale fu Nicola (1900)

Villella Francesco fu Giuseppe (1890)

Villella Giuseppe di Pietro (1921)

11) Per aver occupato in agro di Falerna il 5 marzo 1950 4 ettari di terreno in “Contrada Paria”, 1 ettaro in contrada Pandolfo, 3 ettari in contrada Antonazzo e un altro terreno in contrada “Quellabanda” di proprietà rispettivamente di Antonio Ventura, Francesco Silvagni, Pietro Spinelli e Riccardo Del Trono furono imputati e processate, dal vice pretore di Nocera Antonio Magnavita, 38 persone.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 64/950, sentenze n. 63/51).

Aiello Giovanni fu Francesco

Arcuiano Luigi di Tommaso

Bartolotta Cesare fu Giovanni

Caligiuri Francesco di Antonio

Campisano Antonio di Francesco Antonio

Campisano Natale di Giuseppe

Crocco Fioravante fu Pietro

Crocco Giuseppe di NN

Cunsolo Salvatore fu Natale

De Sensi Pasquale di NN

Ferraro Mariano Nicola fu Ottaviano

Fiore Orlando di Domenico

Formica Armando di Francesco P.

Gallo Natale di Francesco Antonio

Gallo Nicola fu Giuseppe

Gallo Pasquale di Francesco

Gambaro Francesco Luigi di Nicola

Gigliotti Rosario Francesco di Giuseppe

Marca Ippolito fu Nicola

Marciano Tommaso fu Vincenzo

Mastroianni Francesco di Luigi

Motta Carmine di Vincenzo

Nicastri Dario di Nicola

Nicastri Nicola di Michele

Nicastri Salvatore fu Rosario

Ottobrino Antonio di NN

Pallone Francesco di Gennaro

Rago Giuseppe di NN

Saporito Raffaele fu Antonio

Scalercio Natale fu Raffaele

Spinelli Romolo fu Giuseppe

Spinelli Vito Saverio fu Paolo

Storace Francesco di Pilade

Stranges Giuseppe fu Giacomo

Tiziano Ferdinando fu Ferdinando

Vaccaro Giuseppe di Michele

Vaccaro Vincenzo di Annunziato

Villella Pietro di Francesco Antonio

Tutti di Falerna

12) Questi i contadini denunciati il 22 maggio 1947 dalle Guardie Forestali di Nocera per avere il 18 maggio invaso a Falerna terreni di proprietà comunali sottoposti a vincolo forestale:


Abiuso Pietro fu Gennaro (1902)

Bartolotta Rosario fu Giuseppe (1890)

Benvenuto Igino di Tommaso (1911)

Campisano Francesco fu Francescantonio (1914)

Campisano Michele di Nicola (1907)

Campisano Pietro fu Domenico (1902)

Campisano Raffaele fu Antonio (1913)

Cicolene Vincenzo di ignoti (1898)

Crocco Giuseppe fu Alfonso (1910)

Fera Gaetano fu Carmine (1908)

Ferraro Mariano fu Francesco (1896)

Fiore Orlando di Domenico (1927)

Floro Pasquale fu Giovanni (1896)

Folino Gallo Serafino fu Antonio (1910)

Gatti Raffaele di ignoti (1901)

Giovandone Antonio fu Florio (1889)

Mendicino Fedele di Antonio (1913)

Monteleone Anna di Emanuele (1909)

Nicastri Rosario fu Gennaro (1903)

Porco Michele fu Santo (1902)

Porco Nicola Mariano fu Nicola (1921)

Raso Bernardo di Michelangelo (1906)

Raso Fiore di Michelangelo (1926)

Tiziano Ferdinando fu Ferdinando (1912)

Trunzo Clemente fu Michele (1902)

Trunzo Francesco fu Francescantonio (1908)

Questi contadini furono assolti dal Pretore di Nocera Giovanni Lombardi Satriani perché il fatto non costituiva reato. L’occupazione era avvenuta senza il permesso del Corpo Forestale ma con l’acquiescenza del Comune di Falerna che aveva avviato le pratiche per legittimare l’operazione. Quindi, l’invasione non si era realizzata contro la volontà del proprietario.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese, Reg. Gen. N. 124/48 e 128/48, sentenze n. 11/49 e 12/49).

13) Questi i 13 contadini di Campora San Giovanni imputati e processati per aver occupato 4 ettari di terreno di Quinto Quintieri in contrada “Piano Isabella”.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 68/950, sentenze n. 38/51).


Aloe Armando fu Giuseppe (1926)

Caicco Giovanni fu Gennaro (1905)

Cannata Pasquale di Michele (1925)

Coltellaro Cesare di NN (1928)

Furgiule Emilio di Alfonso (1932, minore)

Gagliardi Vittorio di Pietro (1914)

Janni Francesco di Giuseppe (1915)

Lento Giuseppe di Michele (1915)

Lento Vittorio di Michele (1920)

Paradiso Giovanni di Nicola (1914)

Ruggero Pietro di Bonaventura (1913)

Spina Natale fu pasquale (1902)

Veltri Saverio di Antonio (1914)

Tutti di Campora San Giovanni

14) Già quando ancora si era nella fase organizzativa della seconda rivolta, furono denunciate, come detto, per avere organizzato ed effettuato a Nocera il 9 marzo 1950 una pubblica riunione senza la prevista autorizzazione di legge, sei persone:

Bonacci Palmerino (1927) di Amedeo

Consolatore Giuseppe (1913) di NN

Niccoli Carlo fu Luigi 29 anni (contumace)

Valentino Francesco (1916) di Giovanni

Valentino Vittorio (1920) fu Vittorio

Omobono Diego (1913) di NN

A favore dei primi cinque, in sede di causa, depose il sindaco avv. Leopoldo Rossi il quale affermò che il gruppetto si era invece prodigato, durante la riunione, affinché la stessa non degenerasse.

Il vice pretore di Nocera, Antonio Magnavita, li assolse con formula dubitativa, non potendo escludere che i cinque non avessero organizzato la riunione.

Il sesto del gruppo, Diego Omobono, invece, fu assolto con formula piena perché il dott. Mario Mardente, medico condotto di Nocera, dichiarò che nei giorni precedenti e in quello in cui si svolse la riunione, l’imputato era a letto ammalato.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 73/950, sentenze n. 173/50).

15) Per manifestazioni sediziose tenute a Falerna furono imputate e processate le seguenti 14 persone del paese:

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 84/950, sentenze n. 217/50).


Aiello Filomena di Carmine (1922)

Aiello Saveria fu Michele (1921)

Faustino Giovito di Giovanni (1909)

Ferraro Salvatore fu Francesco (1892)

Fiore Risplendente Ottorina fu Domenico (1912)

Folino Gallo Francesco fu Nicola (1912)

Pallone Francesco di Gennaro (1930)

Perri Bonaventura fu Salvatore (1913)

Ponelli Saveria di Rosario (1910)

Porco Francesca fu Nicola (1915)

Rotella Tommaso fu Antonio (1891)

Spartano Teodora di NN (1906)

Trunzo Francesco fu Francesco Antonio (1908)

Villella Nicolina di Giuseppe (1923)

Tutti di Falerna

Per quanto riguarda il giudizio su Carone, Braganò, Niccoli e Arrigo, nelle sentenze del vice pretore di Nocera Antonio Magnavita si legge che “incitavano i contadini a persistere nell’occupazione” ma a loro discolpa affermarono che avevano ricevuto indicazioni dalle sedi sindacali per cui avevano ritenuto i fatti legittimi. Comunque i primi tre furono condannati il 25 novembre 1950 a tre mesi di reclusione e 3.000 lire di multa ciascuno ma ebbero la sospensione della pena e la non trascrizione della condanna nel casellario giudiziario. Arrigo fu condannato a quattro mesi di reclusione e 4.500 lire di multa.

Il reato ascritto fu quello di “turbativa violenta di cose immobili”.

(Archivio della Pretura di Nocera Terinese,  Reg. Gen. N. 238, 239, 240, 241, 242, 243, 244, 245/ 950, sentenze n. 181/50).

Il 10 dicembre 1951 il Tribunale di Nicastro (presidente Pasquale Carnovale, giudici Gaspare Porchia e Francesco Pittelli, PM Francesco Ferlaino) emetteva la sentenza nella causa penale di appello di Blaganò, Niccoli e Arrigo.

Questa la sintesi della nuova sentenza

“Tra la fine di febbraio e i primi di marzo 1950 gli imputati, quali esponenti delle forze sindacali delle quali erano aderenti, organizzarono e diressero un movimento di contadini del nocerese facendo a costoro occupare, nella pretesa di doverle porle a coltura, alcune zone del territorio incolto e mal coltivato. Dalle dichiarazioni dello stesso imputato Arrigo Arcangelo, risulta che costui assieme a Carone Antonio, attivista della CISL, nonché al Blaganò e a tale Reale Francesco entrambi della camera del lavoro, si recò dove ha sede quest’ultima per attendere

il segretario di essa Niccoli Carlo, in quell’epoca insegnante a Gizzeria, ove giornalmente si recava.

Dalle dichiarazioni dell’Arrigo risulta inoltre che al rientro del Niccoli a Nocera si tenne una riunione nella sede della camera del lavoro e che nel corso di essa fra l’altro si concretò il piano di occupazione. Nessun dubbio può aversi sulla responsabilità degli imputati e ciò perché, come esattamente è stato accertato dal primo giudice, la dichiarazione dell’Arrigo, oltre che un’esplicita dichiarazione di responsabilità per costui, costituisce una chiamata di correo nei confronti degli imputati e non lascia adito a dubbi.

Ne vale opporre che i contadini furono da loro indotti all’occupazione delle terre nell’esatta credenza dell’esistenza di un apposito decreto legge che autorizzava le concessioni delle terre incolte ai contadini, in quanto una simile supposizione non li legittimava a violare la legge penale.

Per il che, rivelando il fatto una certa gravità in quanto da esso potevano derivare conseguenze ben serie ed appellandosi la pena di cui a ciascuno inflitta dal primo giudice proporzionata al fatto medesimo, non possono concedersi le attenuanti generiche dei motivi di particolare valore sociale, né può porsi luogo ad una riduzione di pena. Per cui l’appellata sentenza deve essere confermata in pieno, con la conseguenza che gli appellanti debbono essere condannati al pagamento delle maggiori spese”.

 

 

 

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