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La Trocca PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Macchione   

Il giorno del Venerdì Santo è il giorno dell'attesa più lunga. Già quando è ancora mattino si pensa alla sera.
E il giorno, l'ultimo giorno prima del Sabato Santo, trascorre veloce.
Nel pomeriggio si svolge la solenne liturgia dell'adorazione della Croce.
E' annunciata col suono della trocca, la stessa usata durante le funzioni della Cena del giovedì sera.
Questo arnese, da anni (forse da secoli) sempre lo stesso, è un pezzo di legno rettangolare, grande una trentina di centimetri, con ai lati due maniglie di ferro e che s'impugna da una apposita fessura. Agitato, le maniglie sbattono sul legno e producono il tipico rumore, familiare, tradizionale, amato.
La trocca percorre le vie principali del paese e anche molte strade secondarie.

Una volta, prima che morisse, la "suonava" Ciccio Rocca, un vecchio sagrestano, alto e magro, che oltrepassò gli ottant'anni. Ciccio Rocca è uno di quei personaggi "curiosi" che, in fondo, hanno attraversato un secolo e sono rimasti, per caratteristiche somatiche e caratteriali, ben impresse nel ricordo di molti. Fumatore accanito sino agli ultimi giorni della sua esistenza, è sopravvissuto il detto "pari `nu Cicciu Rocca ", rivolto, ancora oggi, a chi fuma molto.
Personaggio umile, nella festa ha sempre ricoperto il ruolo di suonatore della trocca, e di portatore della guantiera, il vassoio che raccoglie per le strade, durante le processioni della Settimana Santa, le offerte in denaro dei fedeli, donando in cambio "e figureddre", I'immaginetta della Madonna. Per lui un giusto ricordo: per una Nocera che non c'è più.

TRATTO DA "I GIORNI DELLE EMOZIONI" di adriano Macchione, ed. Città del Sole - Reggio Calabria 2001

 

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