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Istituite lauree specialistiche di secondo livello PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Aprile 2010 19:24

Dopo un lungo iter e diversi tavoli tecnici, il ministro Mariastella Gelmini ha firmato e definitivamente approvato, con decreto ministeriale 48, l'istituzione delle lauree specialistiche di secondo livello presso il conservatorio "Tchaikovsky" di Nocera Terinese. 
«Per il corrente anno accademico - si legge in una nota - sono dieci gli indirizzi di studio che andranno ad ampliare la già ricca offerta formativa, aprendo la strada anche al nuovo ordinamento che ha gradualmente investito e trasformato in Italia le istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale (Afam) in Università». Come sottolinea il direttore, il Pierfrancesco Pullia «è una conquista importante che è frutto dell'impegno assiduo e costante di questa Istituzione, che per mesi ha dialogato con il Ministero dell'Università e della Ricerca al fine di raggiungere questo ambizioso risultato. Dunque un momento di grande rilevanza non solo per l'istituzione stessa e il corpo docenti, ma per l'intera regione, in quanto espressione concreta del lavoro positivo che si sta compiendo "sul" e "per" il territorio, sia sul piano della crescita culturale che dell'investimento lavorativo.

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La Trocca PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Macchione   

Il giorno del Venerdì Santo è il giorno dell'attesa più lunga. Già quando è ancora mattino si pensa alla sera.
E il giorno, l'ultimo giorno prima del Sabato Santo, trascorre veloce.
Nel pomeriggio si svolge la solenne liturgia dell'adorazione della Croce.
E' annunciata col suono della trocca, la stessa usata durante le funzioni della Cena del giovedì sera.
Questo arnese, da anni (forse da secoli) sempre lo stesso, è un pezzo di legno rettangolare, grande una trentina di centimetri, con ai lati due maniglie di ferro e che s'impugna da una apposita fessura. Agitato, le maniglie sbattono sul legno e producono il tipico rumore, familiare, tradizionale, amato.
La trocca percorre le vie principali del paese e anche molte strade secondarie.

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Giovedì Santo PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Macchione   

La "Cena"

Le visite dei fedeli alla Madonna continuano, naturalmente, per tutta la giornata di mercoledì e giovedì.
Giovedì sera, poi, è la volta di una celebrazione molto sentita, ieri, più che oggi, parte integrante del "sistema generativo" del grande complesso di emozioni che accompagna la Settimana Santa a Nocera.
Nella Chiesa di San Giovanni si svolge la "Messa della Cena" ("Missa in Coena Domini "), in commemorazione dell'Ultima Cena, nel corso della quale si procede alla lavanda dei piedi. Un rito che a Nocera e in molti centri dell'Italia meridionale si è sempre svolto nei secoli, anche quando, per un lungo periodo, risultava abolito per decisione di Pio IX (il rito, poi, fu ripristinato nel 1959 da papa Giovanni XXIII, che personalmente compì l'umile atto della lavanda e del bacio dei piedi, fatto che scatenò grande clamore e l'attenzione degli organi d'informazione).
A Nocera, la sera della Cena. davanti all'Altare Maggiore, siedono su delle panche dodici persone di età diverse. Rappresentano i dodici Apostoli. Portano un lungo camice bianco, cinto alla vita da un cordone rosso oppure azzurro. Sul capo mettono una corona di sparacogna. un'erba spinosa che cresce nelle zone poco soleggiate. L'abbigliamento degli Apostoli è uguale a quello dei portantini della Madonna nelle processioni del Venerdì Santo sera e del Sabato Santo.

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Il Cireneo PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Macchione   

La lunga attesa

Dopo la Domenica delle Palme, da lunedì comincia una lunga attesa. Martedì Santo, nel pomeriggio, conclusa la liturgia delle Quarantore, durante la quale si espone il Sacramento, ha inizio nella Chiesa dell'Annunziata la
cerimonia del Cireneo, articolata su una lunga serie di preghiere che hanno come motivo le sofferenze della Passione di Cristo.
A Nocera, la cerimonia è quasi la continuazione ideale della funzione che si svolgeva nel XIV e XV secolo ai tempi delle confraternite.
Le preghiere tipiche di questa funzione. declamate da due sacerdoti e dai fedeli con parti predefinite, sono recitate in italiano, con alcune sezioni in latino, e sono tratte da tre quaderni appartenenti ad una congregazione detta "della Beata Vergine Annunciata", esistente, per certo, nel 1777 (ma probabilmente nata già prima di quella data). Anche i testi riportati dai tre quaderni, la cui stesura è ovviamente riconducibile almeno allo stesso anno, potrebbero appartenere ad un periodo precedente, in quanto sembrano essere la copia di uno scritto più antico.

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Mercoledì Santo PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Macchione   

La Madonna Addolorata

Ed eccolo, il mercoledì.

Al mattino molti fedeli, giovani e anziani, sono pervasi da una strana fretta. Devono recarsi in chiesa, all'Annunziata, al più presto. Quel mattino, cacciano a Madonna. La frase, ricorrente in ogni discorso, sta a significare che si espone la statua della Madonna Addolorata, da un anno (dall'ultimo Sabato Santo) racchiusa in una nicchia velata.
La Madonna è posta ai piedi dell'altare, circondata da fiori e piatti, al centro di una composizione denominata Sipurcu (Sepolcro). I piatti sono vassoi con degli strani "fiori": piante di grano, ceci, lenticchie, tutti fatti germogliare al buio venti o trenta giorni prima. Dal momento dell'esposizione della Madonna, comincia un "via vai" senza sosta verso la chiesa. Tutti i noceresi, di ogni ceto, a tutte le ore, vanno a farle visita. C'è chi si ferma un solo attimo, chi più tempo, chi resta tutto il giorno. Chi porta mazzi di fiori, chi altri piatti, chi olio, chi regali in oro, chi la propria devozione. Sono, i noceresi, piccole onde attratte alla riva.

 

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La domenica delle palme PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Macchione   
Venerdì 26 Marzo 2010 12:31

Il primo di quei giorni è quando viene la Domenica delle Palme. Che sempre è un giorno speciale.
Da montagne e campagne, da strade e contrade, allegri gruppetti confluiscono in paese.
Anziani contadini e le donne, bambini a festa, figli e nipotini.
Il contadino ha il passo spedito. L'andatura a ginocchia piegate, a volte sembra indugiare, caracolla e vacilla, oscilla e barcolla, poi riprende il cammino.
Da anni abituato tra zolle e sentieri, e impervi terreni solcati d'aratro, il suo muoversi è l'espressione perfetta di una simbiosi tra l'uomo e la terra.
Le donne, a tutte le età, al contrario sono erette e sontuose.
E se ne ricordano di belle e spavalde: come se la condizione contadina portasse intrinseca una innata fierezza.

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